Fiumi di antibiotici: un podcast sull’antibioticoresistenza nelle acque reflue

Gli antibiotici che finiscono nelle acque possono favorire la diffusione dell’antibioticoresistenza. In questo episodio dei podcast di COSIsiFA gli esperti dell’INMI Spallanzani spiegano come il monitoraggio delle acque reflue aiuti a proteggere la salute pubblica e perché anche i nostri comportamenti quotidiani sono fondamentali.

31 Lug. 2026

di Natalia Milazzo
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Foto di Wesley Tingey su Unsplash

 

C’è un problema invisibile che scorre ogni giorno sotto i nostri piedi. È nelle acque che utilizziamo e poi scarichiamo: nei fiumi, nei mari e ormai tocca perfino le regioni più remote del pianeta, come l’Artide e l’Antartide. Si tratta dei residui di antibiotici che finiscono nelle acque e dei batteri che stanno imparando a resistere a questi farmaci che per decenni hanno salvato milioni di vite.

Quando si parla di antibioticoresistenza si pensa spesso agli ospedali o all’uso improprio degli antibiotici. Ma esiste un’altra faccia del problema, meno conosciuta e altrettanto importante: quella ambientale. Ogni anno migliaia di tonnellate di antibiotici raggiungono i corsi d’acqua attraverso le attività umane.

Una parte deriva dalle deiezioni dei pazienti durante le terapie mediche, un’altra dagli allevamenti, dall’agricoltura e, talvolta, anche dallo smaltimento scorretto dei farmaci nelle nostre case. Una volta arrivati nell’ambiente, questi residui possono favorire la selezione di batteri sempre più resistenti agli antibiotici, alimentando un fenomeno che l’Organizzazione Mondiale della Sanità considera una delle principali minacce per la salute globale.

In questo episodio dei podcast di COSIsiFA affrontiamo proprio questo tema, seguendo il percorso degli antibiotici dall’utilizzo quotidiano fino alle acque reflue, per capire perché queste rappresentano uno strumento prezioso anche per monitorare la salute pubblica.

A guidarci sono tre esperti dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma: Francesco Vairo, Fabrizio Maggi e Carla Fontana. Attraverso le loro spiegazioni scopriamo che cosa sono realmente le acque reflue, perché vengono analizzate, quali informazioni possono fornire sulla diffusione di virus e batteri e come le moderne tecniche di sequenziamento genetico permettano di individuare precocemente anche i geni responsabili dell’antibioticoresistenza.

Il podcast racconta anche un concetto sempre più centrale nella medicina moderna: la salute umana non può essere separata da quella degli animali e dell’ambiente. È il principio della One Health, secondo cui tutto è connesso. Le acque reflue diventano così molto più di un semplice rifiuto da depurare: sono una preziosa fonte di informazioni, capace di segnalare in anticipo la circolazione di nuovi agenti patogeni e di monitorare l’evoluzione dell’antibioticoresistenza sul territorio.

Il messaggio finale riguarda anche ciascuno di noi. L’uso appropriato degli antibiotici, da assumere sempre e solo quando prescritti dal medico, e il corretto smaltimento dei farmaci inutilizzati sono scelte molto importanti, che possono contribuire a ridurre un problema dalle conseguenze globali.

Parallelamente, la ricerca e i programmi nazionali di sorveglianza stanno sviluppando reti di monitoraggio sempre più avanzate per individuare tempestivamente batteri resistenti e proteggere la salute collettiva.

Un episodio che mostra come ciò che finisce nello scarico non scompaia davvero, ma continui a raccontare la storia della nostra salute, delle nostre abitudini e delle sfide che ci attendono. Perché capire che cosa scorre nelle nostre acque significa anche capire come proteggere il futuro degli antibiotici e, in definitiva, la salute di tutti.

Il podcast è disponibile sul sito del progetto COSIsiFA – Cittadini e Operatori SanItari sempre in-formati sul Farmaco, promosso e finanziato dall’Agenzia Italiana del Farmaco, con l’obiettivo di sviluppare informazione indipendente, chiara e basata sulle prove scientifiche, nell’ambito del quale Zadig svolge il ruolo di provider per tutte le attività di informazione e formazione.