5 euro contro il fumo: un sistema che funziona

Alzare il prezzo dei prodotti da fumo ha dimostrato in altri Paesi Europei di essere il sistema più efficace nel ridurre in maniera significativa il numero di fumatori. Per questo abbiamo aderito con convinzione alla raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che prevede di tassare per 5 euro tutti i prodotti da fumo e nicotina, promossa dalle maggiori associazioni che combattono l’epidemia di tabagismo in Italia. I ricavi dovranno essere destinati a rinforzare il Servizio sanitario nazionale.

4 Feb. 2026

di Natalia Milazzo
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L’epidemia di fumo è un’emergenza e come tale va affrontata. Se le istituzioni sono inerti, devono attivarsi i cittadini. Per questo, di concerto con l’Alleanza per un Italia senza tabacco (AIST), associazione in cui Zadig è rappresentata nella persona di Eva Benelli, abbiamo aderito al lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare che prevede di imporre un’accisa di 5 euro a tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, compresi quelli di nuova generazione (come dispositivi elettronici o prodotti a base di sola nicotina).

Per sostenere la proposta di legge (“Accisa generale sui prodotti da fumo e nicotina per la tutela della salute pubblica e il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale”) con la propria firma, ci si può collegare al sito  del Ministero della Giustizia e accedere con Spid, CIE o CNS.

L’iniziativa è stata lanciata da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), Fondazione AIRC, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM e ha visto l’adesione di decine di associazioni che si battono per la salute pubblica, tra cui l’Associazione per un’Italia senza tabacco, di cui Zadig fa parte.

Il fumo di tabacco è un problema di salute, ma anche di ambiente, grave e urgente, l’attesa non è ammessa: bisogna trattarlo alla stregua di un’epidemia, considerando che rappresenta una delle principali cause di malattia e mortalità prevenibile nel nostro Paese. Parliamo di 93.000 morti ogni anno attribuibili al tabagismo, a causa degli effetti rilevanti sull’incidenza di tumori, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie croniche e altre malattie. Si calcola che l’impatto economico e sociale del fenomeno, dovuto ai costi complessivi derivanti dal consumo di tabacco e nicotina, tra spese sanitarie dirette, perdita di produttività e danni ambientali, superi i 26 miliardi di euro annui.

La strategia di aumento drastico del prezzo si è dimostrata la più efficace in altri Paesi Europei (come la Francia e l’Irlanda) nel ridurre in maniera significativa il numero di fumatori.

Per questo la proposta di legge prevede l’imposizione di un’accisa specifica di 5 euro per unità di consumo standard su tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, indipendentemente dal prezzo di vendita al dettaglio e in aggiunta alle accise vigenti. Per unità di consumo standard si intende, per esempio, un pacchetto di venti sigarette, un sigaro o sigarillo, una confezione di stick o cartucce di tabacco riscaldato equivalenti a venti unità.

La proposta prevede inoltre che il gettito derivante dall’accisa sia vincolato a finalità di pubblico interesse e, in particolare, al finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale.

Da notare che l’accisa proposta nella legge si applica a tutte le categorie di prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, tradizionali e di nuova generazione, compresi: tabacco riscaldato e relativi dispositivi di consumo; liquidi per sigarette elettroniche, con o senza nicotina; prodotti da inalazione contenenti derivati vegetali o aromi destinati al fumo o al riscaldamento.

Sono esclusi solo i prodotti farmaceutici contenenti nicotina e i prodotti per la terapia sostitutiva della nicotina (NRT) destinati alla disassuefazione dal fumo.

Anche questa misura è totalmente condivisibile: i prodotti di nuova generazione rappresentano infatti un rischio importante, in particolare per la fascia di popolazione più giovane e a causa dell’inerzia dei governi sono stati uno strumento attraverso cui l’industria ha aggirato i divieti di pubblicità, promozione e sponsorizzazione del tabacco ed è riuscita perfino a darsi una riverniciata salutistica.

La proposta di legge di iniziativa popolare è pienamente in sintonia con le proposte del Manifesto dell’AIST, che abbiamo presentato su questo sito. L’Alleanza propone infatti di sostenere una serie di misure supportate da prove scientifiche sulla loro efficacia nel contrastare la diffusione del tabacco, tra cui: l’aumento dei prezzi per i prodotti del tabacco, il divieto di uso in tutti i luoghi di lavoro e pubblici, la totale proibizione di ogni forma di promozione, un’informazione efficace, campagne sui mass media, prevenzione. Al manifesto è possibile aderire lasciando il proprio nome sul sito dell’Associazione.

Invitiamo i nostri lettori a firmare a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare: una legge che si occupa della salute di tutti, e non solo di chi fuma. Non dimentichiamo infatti che il fumo comporta anche danni per i non fumatori, legati al suo consumo passivo e all’ambiente.