Dal progetto Immediate nuove app per la salute: intervista a Giulia Candiani

Vediamo lo stato dei lavori del progetto europeo IMMEDIATE che sta esplorando la relazione tra microbiota intestinale, infiammazione e stress. Giulia Candiani ci parla delle app realizzate da Zadig come strumenti di supporto della ricerca e di uno studio clinico incentrato sul rilevamento dello stress tramite dispositivi indossabili (smartwatch).

21 Gen. 2026

di Natalia Milazzo
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Salute
Progetti europei
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L’importanza del microbiota intestinale – la popolazione di microrganismi che abita nel nostro intestino – per la salute è sempre più evidente: incidono non solo sul funzionamento dell’apparato digerente, per esempio sulla regolarità intestinale, ma sui meccanismi immunitari e sulla salute in generale. In particolare, i microrganismi “buoni” mantengono l’equilibrio tra meccanismi pro e antinfiammatori. Grazie all’ormai noto asse intestino-cervello, risulta sempre più chiaro come il microbiota agisce anche sulla salute mentale, per esempio sullo stress.

Il progetto europeo IMMEDIATE, cui Zadig partecipa, ha l’obiettivo di comprendere sempre meglio questi meccanismi, individuarne i fattori chiave e capire come orientarli verso la salute.

Giulia Candiani, responsabile per Zadig della collaborazione, ci racconta gli aspetti più interessanti dell’area seguita dall’agenzia.

Strumenti digitali per la ricerca clinica

«Zadig è responsabile del Work Package 5, che comprende diverse attività relative allo sviluppo di strumenti digitali. Il primo che abbiamo realizzato è una app pensata come strumento di supporto alla ricerca clinica: lo scopo dello studio era valutare la possibile utilità di un’integrazione a base di Ackermansia mucinifila, un batterio naturalmente presente nel nostro intestino, nel ridurre lo stress. Lo stress è infatti correlato con uno stato di disequilibrio del microbiota e si pensa che l’Ackermansia abbia una funzione nel riequilibrarne la condizione».

Per valutare lo stress e gli eventuali effetti benefici dell’integrazione è stato organizzato uno studio clinico, in cui sono stati inclusi 200 operatori sanitari che lavoravano in Pronto Soccorso, un’attività considerata a rischio di stress in modo particolare. A metà di loro è stata somministrata l’integrazione di Ackermansia, mentre in tutto il gruppo sono state monitorate le condizioni di salute nel tempo.

Spiega Candiani: «Per valutare lo stato di stress e le eventuali differenze tra il campione di soggetti che assumeva l’integrazione di Ackermansia e chi assumeva il placebo, lo studio ha previsto, oltre agli esami di alcuni parametri clinici, anche alcuni questionari. Uno in particolare era da compilare ogni settimana, e aveva lo scopo di misurare il livello di stress e le strategie messe in atto dai partecipanti per gestirlo, tipo meditazione, yoga o altro. Per questo era necessaria una app, che consentisse ai partecipanti di rispondere al questionario comodamente da casa».

Le persone coinvolte hanno utilizzato l’app realizzata da Zadig per raccogliere i dati, con pareri positivi e utilizzandola senza problemi.

Come spiega Candiani, lo stesso tipo di app può essere utilizzato per altre ricerche cliniche: «Questa app, come tutte le nostre app, è a norma di legge per quanto riguarda la sicurezza e la privacy, e comprende un back-office che consente di differenziare i ruoli dei ricercatori in modo che chi arruola e gestisce i partecipanti nel corso dello studio si differenzi da chi raccoglie i dati in forma anonima. Inoltre l’app è costruita in modo da essere modulare: quindi può essere utilizzata per altri studi, con altri campioni di persone e anche in una prospettiva di citizen science, quando i cittadini collaborano con i ricercatori nella raccolta di dati: insomma in tutti i casi in cui serve raccogliere dati a domicilio del paziente e in maniera continuativa. Senza dover chiedere ai partecipanti di andare in un ambulatorio, cosa che ovviamente non può essere quotidiana».

Misurare la frequenza cardiaca con lo smartwatch?

Un aspetto che è emerso durante lo svolgimento del progetto è stato l’interesse per la possibilità di raccogliere in modo continuativo un dato rilevante nello stress, ovvero la variazione della frequenza cardiaca. Zadig ha organizzato a questo scopo una piccola ricerca clinica, finalizzata alla misurazione di questo parametro attraverso l’uso di smartwatch.

Spiega ancora Candiani: «All’interno di Immediate abbiamo realizzato anche che sarebbe stato interessante capire quanto fosse affidabile la misura della variazione di frequenza cardiaca raccolta attraverso semplici strumenti come gli smartwatch e le app e di come questa correlasse con lo stress. Uno degli scopi di Immediate era infatti anche individuare marcatori precoci di infiammazione, quando questa non si è ancora manifestata a livello clinico, e lo stress in questo può avere un ruolo importante: e quindi è importante anche trovare un modo semplice per misurare lo stress, attraverso indicatori dello stress asintomatici, come appunto le variazioni di frequenza cardiaca. Per raccogliere la frequenza cardiaca abbiamo avviato uno studio clinico, in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale e con lo stesso ospedale di Szczecin (Stettino), in Polonia, coinvolto nel primo studio clinico, coinvolgendo 60 operatori sanitari e individuando uno smartwatch affidabile, ma sostenibile economicamente, per la rilevazione. Oltre alla variabilità della frequenza abbiamo raccolto anche altri dati come la quantità e la qualità del sonno, il numero di passi, il livello di attività fisica. Per valutare le relazioni con lo stress abbiamo utilizzato gli stessi questionari usati nel primo studio. Questo studio di tre mesi sta arrivando a una conclusione in questi giorni».

Per raccogliere i dati le persone coinvolte indossavano lo smartwatch, che trasmetteva i dati a una piattaforma attraverso una app legata alla piattaforma stessa.

«Se il parametro risultasse affidabile, potremmo raccoglierlo in una prossima versione dell’app, utilizzabile in chi indossa smartwatch o dispositivi analoghi, oggi sempre più diffusi», precisa Candiani.

App Immedia, per tutti i cittadini

Infine, ma non meno importante, il lavoro di Zadig è culminato nello sviluppo di una seconda app, attualmente in fase di prova, rivolta a tutti i cittadini, che dà la possibilità sia di raccogliere dati, rispondendo a questionari, sia di ottenere consigli sullo stile di vita salutare personalizzati in base alla profilazione dell’utente.

Spiega Candiani: «La app si chiama Immedia, è in corso di sviluppo, il rilascio è previsto per aprile-maggio, ma già c’è una versione in prova che alcuni utenti stanno utilizzando. La app può essere sviluppata a seconda dei bisogni, in modo da raffinare e personalizzare maggiormente i consigli di salute, sia raccogliendo dati più specifici sia dando consigli maggiormente ritagliati sulle esigenze personali».

«Nel complesso», conclude Candiani, «Immediate ha permesso a Zadig di maturare ulteriore esperienza, in particolare nel campo delle app destinate alla raccolta di dati che consentono ai cittadini di avere un atteggiamento più consapevole e attivo nei confronti della propria salute: un’esperienza che potremo sviluppare anche per altre applicazioni».