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Dibattito pubblico sullo stato vegetativo permanente

Il 14 giugno si è tenuto un incontro pubblico dedicato a un tema controverso e poco dibattuto in Italia: lo stato vegetativo permanente, noto al pubblico come "coma a occhi aperti". La caratteristica di questa condizione clinica, provocata in genere da grossi traumi cerebrali o emorragie, è una completa assenza di coscienza: un "sonno" dal quale, passati alcuni mesi dall'incidente che ha provocato la lesione cerebrale, ci si risveglia assai raramente. Fino a diventare irreversibile dopo dodici mesi dal trauma.
L'incontro all'Università Statale di Milano era motivato dalla prima sentenza di un tribunale italiano su un caso di questo genere. Il padre di una ragazza in stato vegetativo da otto anni – Eluana Englaro – ha chiesto, in qualità di tutore della figlia incapace, di interrompere le cure sia per mettere fine a una condizione giudicata non dignitosa, sia per rispettare la volontà di non sopravvivere in questo stato espressa dalla ragazza prima dell'incidente. La richiesta, tuttavia, è stata rigettata prima dal tribunale di Lecco poi dalla Corte d'Appello di Milano. E questo nonostante che in altri paesi (Gran Bretagna e Stati Uniti) richieste simili abbiano trovato una risposta di segno opposto.

Ma c'è anche un aspetto positivo per cui questa sentenza "storica" merita di essere ricordata e fatta conoscere al pubblico italiano. Infatti, pur rifiutando la richiesta del tutore, la Corte d’Appello di Milano ha accolto la legittimità della richiesta di "dissenso informato" avanzata da questo. Si tratta di una conquista molto importante per la giurisprudenza italiana, perché per la prima volta si cerca di colmare la diseguaglianza tra persone capaci e incapaci in merito al diritto di dare (o negare) il consenso informato alle cure.
Nell'incontro – organizzato dalla Consulta di Bioetica, da Politeia e dall'Agenzia di giornalismo scientifico Zadig – è stato approfondito il tema e raccontato il caso di Eluana, che come tanti altri ragazzi sopravvive semplicemente grazie all'alimentazione artificiale, senza putroppo speranze di riprendere contatto con il mondo. Inoltre è stato distribuito ai media il fascicolo n. 1/2000 di Bioetica. Rivista interdisciplinare, dove è possibile leggere il testo integrale delle sentenze e i commenti critici di autorevoli esperti.
Alla fine del dibattito è stato reso noto un appello inteso a risolvere questi casi drammatici, che tanto strazio provocano alle famiglie di questi malati.

Zadig: Luca Carra, tel. 02/75261354, e-mail lcarra@zadig.it
Politeia: tel. 02/58313988, fax 02/58314072, e-mail politeia@fildir.unimi.it

Sono intervenuti: Valerio Pocar (Consulta di Bioetica), Carlo Alberto Defanti (neurologo, Ospedale Ca’ Granda di Milano), Maria Cristina Morelli (avvocato, Milano), Amedeo Santosuosso (magistrato, Milano), Maurizio Mori (Consulta di Bioetica).

 

  

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