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CUORE ITALIANO MENO A RISCHIO
Coronarie del Belpaese
inanziato con fondi del Ministero della salute e coordinato dallIstituto
superiore di sanità, il Progetto cuore (Epidemiologia e prevenzione
delle malattie ischemiche del cuore), si propone di coordinare gli studi
di sorveglianza ed eziologici sulla popolazione generale. Lo scopo è
di disporre di una base informativa di dati epidemiologici nazionali utile
alla produzione di indicazioni preventive da applicare in sanità
pubblica. Tra i primi risultati del progetto cè lo studio
iniziato nel 1998 dallOsservatorio epidemiologico cardiovascolare,
frutto della collaborazione fra lIstituto superiore di sanità
e lANMCO, lAssociazione nazionale medici cardiologi ospedalieri.
Lindagine, il primo monitoraggio di questo tipo dello stato di salute
cardiovascolare degli italiani, è stata condotta su diecimila persone,
metà uomini e metà donne, fra i 35 e i 74 anni di età,
nel triennio 1998-2000, in 50 centri ospedalieri pubblici distribuiti
su tutto il territorio nazionale.
- Il 30 per cento ha la pressione alta, ma oltre metà degli
uomini e un terzo delle donne non lo sa.
- Il 60 per cento ha il colesterolo
oltre 200 mg/dl. Ma a saperlo, e quindi a curarsi, è solo una
persona su sei.
- Il 70 per cento ha almeno un fattore di rischio
cardiovascolare, ma continua a seguire stili di vita poco sani.
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Il 14 per cento degli uomini e il 20 per cento delle donne sono in
sovrappeso.
- Il 40 per cento degli italiani non fa attività
fisica durante il tempo libero. 4 Il 22 per cento delle donne e il
33 per cento degli uomini fuma.
I dati raccolti nellindagine sono gli stessi che verranno utilizzati
per compilare le carte italiane del rischio coronarico.
Gli obiettivi del Progetto cuore sono:
- stimare limpatto delle malattie ischemiche del cuore nella popolazione
generale attraverso indicatori quali prevalenza, incidenza e tasso
dattacco e valutare se la riduzione della mortalità è
accompagnata da una riduzione analoga della morbosità e/o aumento
della sopravvivenza;
- studiare la distribuzione e la tendenza dei
fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione;
- valutare il
rischio coronarico correlato al sesso, alletà, al periodo
e alla posizione socioeconomica;
- sviluppare, implementare e verificare
linee guida di prevenzione primaria;
- studiare i fattori di rischio
cardiovascolare nelle donne in età riproduttiva e in menopausa;
- stimare la prevalenza della cardiomiopatia ipertrofica e ridurne
le complicanze cardiovascolari;
- studiare il ruolo predittivo di
nuovi fattori di rischio come fumo passivo, micronutrienti in tracce,
infezioni da Chlamydia pneumoniae, marcatori genetici, inattività
fisica;
- studiare il potere predittivo dei fattori di rischio cardiovascolare
su condizioni complesse e invalidanti dellanziano quali demenza e
non autosufficienza.
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