| Gli epidemiologi hanno pareri contrastanti sugli effetti dellesposizione alle radiofrequenze. Nella parte alta della pagina due esperti espongono le proprie tesi; in basso le rispettive risposte. Bufera sui campi del Vaticano |
Carlo A. PerucciDipartimento di epidemiologia ASL RM/E, Roma | Donato GrecoLaboratorio di epidemiologia e biostatisticaIstituto superiore di sanità, Roma | ||||||||||||
Dal 1997, su incarico della Regione, studiamo lipotesi di un aumento di mortalità e incidenza di tumori attorno alla stazione radio di Cesano, sollevata da cittadini, medici e istituzioni locali. I principali risultati dello studio, negativi rispetto allipotesi deccesso di tumori per le sedi più frequenti, hanno ricevuto poca enfasi. Molto rilievo invece è stato dato ai risultati per la leucemia, che mostrano un decremento del rischio a distanza crescente dalla radio.1 I limiti dello studio sono molti: carenza di dati desposizione e di informazioni sui fattori confondenti, bassa numerosità. I risultati non sono mai stati interpretati da noi come una relazione causa effetto tra esposizione a radiofrequenze e leucemie; abbiamo però sempre sottolineato la necessità di studi più approfonditi e misure desposizione nella popolazione. In risposta ai nostri risultati, lallora ministro Veronesi ha nominato un gruppo di studio (GM), che ha condotto una rianalisi dei dati, non esplicitamente concordata e discussa, con modalità che suscitano non pochi dubbi di correttezza etica e professionale. I risultati della rianalisi non mostrano alcuna associazione tra distanza dallemittente e rischio di leucemia, sia per la mortalità sia per lincidenza.
Ma il GM ha applicato il metodo danalisi in modo errato, distorcendo arbitrariamente le stime. Abbiamo quindi condotto analisi ulteriori sulla residenza esatta dei casi. I risultati2 mostrano un eccesso di leucemie infantili (due casi sono localizzati nella corona 0-2 chilometri) e di mortalità nellarea 0-4 chilometri dal centro della stazione radio.
Oltre alla rianalisi non corretta, altre affermazioni del GM sono contestabili.
| In seguito allallarme suscitato dai media, che hanno riportato in modo distorto i risultati dello studio condotto dallOsservatorio epidemiologico della Regione Lazio, lallora ministro della sanità, Umberto Veronesi, ha incaricato un gruppo di lavoro di portare ulteriori elementi sulla questione Radio Vaticana. La revisione ha portato a conclusioni diverse da quelle annunciate dalla stampa. | Il rapporto completo è scaricabile dal sito http:// www.iss.it/pubblicazioni.6 Si riportano qui le principali conclusioni: Su un tema controverso sul quale la maggioranza della letteratura mondiale nega unassociazione tra campi da radiofrequenza e tumori infantili, bisogna avere dati solidi prima di scatenare allarmi ingiustificati.
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| Non è semplice disquisire elegantemente su terminologie e metodi scientifici dellepidemiologia e della statistica, dimenticando limpatto che studi epidemiologici delicati e preliminari possono avere sulla popolazione e sullinformazione, quando comunicati inappropriatamente. | Questo è il punto centrale della vicenda leucemia e Radio Vaticana: uno studio descrittivo su piccoli numeri (otto casi in tredici anni) fornisce indicazioni di rischio preliminari, sia pure molto deboli sul piano scientifico, in completa assenza di vere misure di esposizione. Mentre per cinque anni gli epidemiologi si rigirano tra le mani dati delicati nellaffannoso tentativo di trovare significatività statistica in un modello di studio, di per sé limitato a fornirla, trionfa la certezza «non evidence based» che Radio Vaticana provoca letali leucemie nei bambini: si arriva alla battaglia internazionale e alla minaccia di togliere la corrente allimpianto. La comunità scientifica internazionale dibatte sulla base di grandi studi epidemiologici il tema campi elettromagnetici e tumori, con risultati che inducono lOrganizzazione mondiale della sanità a concludere che non vi sono prove di effetti negativi sulla salute. I nostri epidemiologi non possono far finta di non sentire lorgia di ignoranza che strumentalizza le loro oneste cautele. Il dibattito, quindi, non può esaurirsi nei metri di differenza della misura della distanza tra la casa del leucemico e lantenna radio, poverissimo surrogato dellesposizione, ma deve affrontare con storica chiarezza la visione complessiva della gestione dellinformazione scientifica cauta sulla popolazione generale. D.G.
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La discussione sul caso Cesano pone questioni forse più di metodo che di merito. I risultati, difficilmente contestabili, dimostrano che attorno alla stazione radio non cè un eccesso di mortalità per tutti i tumori. Ma cè un eccesso di incidenza di leucemie infantili nelle aree più vicine, che decresce con la distanza dagli impianti. E un eccesso di mortalità di leucemie nei maschi adulti, non significativo (statisticamente) nelle donne. Per lincidenza e la mortalità per leucemie, comunque, le stime puntuali tendono a essere sempre in eccesso, anche quando non significative statisticamente.
Commenti, politici e interessati, insistono nel sottolineare come si solleverebbe tanto allarme «solo» per uno o due casi di leucemia infantile in eccesso. A prescindere dal cinismo, rischi relativi con valori che vanno da cinque a 15 nellarea più vicina alle antenne significherebbero molti più casi in eccesso, se larea fosse più densamente abitata. I nostri studi non sono in grado di valutare lipotesi di una relazione causa effetto tra radiofrequenze e leucemie, né hanno mai inteso farlo. Ma, documentando un eccesso di leucemie, richiamano il dovere, oltre che di appropriati interventi precauzionali, di studi più analitici, che saranno possibili solo disponendo di misure desposizione della popolazione, valide e riproducibili, disegnate non per controllare il rispetto di limiti di legge vigenti ma proprio per valutare lipotesi eziologica. |
Sul metodo, il rapporto del GM è disinformativo e distorto, sia perché, per deviare lattenzione dalleccesso documentato di leucemie, ci attribuisce affermazioni mai fatte sul rapporto eziologico tra leucemie e radiofrequenze, sia perché tenta grossolanamente di negare leccesso osservato usando metodi sbagliati. Lassessore alla sanità del Lazio ha insistito nel negare la prova inconfutabile deccesso di leucemie, etichettando neghittosamente la complessa controversia scientifica come una querelle tra noi e il gruppo desperti del ministero. Nella querelle lassessore dice di fidarsi comunque dellautorità ministeriale. Da un lato il principio di precauzione, dallaltra il principio di autorità. A quando lInquisizione? C.A.P. |
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