FESTIVAL DELLA MATEMATICA
Caos e complessità
n principio era il caos
La possibilità che si possa prevedere con esattezza l'evoluzione
nel tempo di un sistema in cui sono note tutte le forze agenti e le posizioni
reciproche degli oggetti che lo compongono è ciò che gli
scienziati chiamano determinismo. Da circa un secolo essi sanno che questa
possibilità è irrealizzabile per la maggior parte dei sistemi
a più oggetti in evoluzione. Esiste tutta una serie di fenomeni,
detti caotici, per i quali previsioni di comportamento a lungo termine
non sono possibili.
Per conoscere l'evoluzione di un sistema bisogna conoscerne le condizioni
iniziali. Ma nessuna misura può avere una precisione assoluta:
essa contiene sempre in sé un'incertezza. Sfortunatamente questa
incertezza non rimane costante al passare del tempo e anzi non fa che
aumentare.
I sistemi caotici presentano una grande "sensibilità alle
condizioni iniziali": due situazioni di partenza molto simili (o
che addirittura la precisione della nostra misura ci permette di considerare
uguali) con il passare del tempo possono evolversi in modo molto differenziato.
Da ciò consegue una forte irregolarità di comportamento.
Tutto ciò che è veramente regolare è abbastanza prevedibile.
Ma una grande sensibilità alle condizioni iniziali rende un sistema
imprevedibile - dunque irregolare. Questo è quello che colloquialmente
viene detto "effetto farfalla": quando una farfalla batte le
ali a Tokio, può scatenarsi un uragano in Florida un mese più
tardi, o, detto altrimenti, un dettaglio che inizialmente appare trascurabile,
alla lunga può avere effetti importanti.
Il caos non è solamente un comportamento complicato e senza motivo
apparente, il concetto è ben più sottile. Il caos ha le
apparenze della complicazione ma la spiegazione è semplice: esso
segue leggi deterministiche anche se appare disordinato e imprevedibile.
Attrattori strani
Lo studio dei fenomeni caotici è stato reso possibile dall'introduzione,
poco più di un secolo fa, di una geometrizzazione della meccanica
ad opera del matematico francese Henri Poincaré. Egli inventò
il concetto di "spazio delle fasi", uno spazio matematico immaginario
che rappresenta tutti i movimenti possibili di un sistema dinamico dato.
Si può rappresentare lo stato di un sistema con un punto in un
piano in un sistema di coordinate (non necessariamente spaziali, si tratta
delle grandezze da cui dipende l'evoluzione del sistema). Se facciamo
scorrere il tempo, le coordinate assumono valori diversi e il punto nel
piano si sposta. Un punto che si sposta descrive una curva e questa curva
è una rappresentazione del futuro dell'intero sistema. In realtà
basta guardare la curva per vedere le caratteristiche dell'evoluzione
di questo sistema, senza dover per forza considerare in dettaglio i valori
numerici delle coordinate. Se per esempio la curva tende ad un certo punto
e poi si ferma lì, ciò significa che il sistema raggiunge
un punto di equilibrio da cui non si sposta più. Se la curva si
chiude, vuol dire che il sistema si evolve con un ritmo periodico, assumendo
a intervalli definiti gli stessi valori. Se scegliamo valori iniziali
diversi, otteniamo una nuova curva: in questo modo possiamo vedere tutti
i comportamenti possibili del sistema.
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(a) Un punto fisso P nello spazio delle fasi rappresenta uno stato stazionario.
(b) Una curva chiusa rappresenta oscillazioni periodiche. Per semplicità qui lo spazio delle fasi è stato rappresentato bidimensionale. |
Uno dei frutti dell'innovazione di Poincaré è che nello
spazio delle fasi appaiono delle forme geometriche, dette attrattori,
che permettono di visualizzare la dinamica del sistema. Facendo partire
un sistema dinamico da un punto dato e considerando la sua evoluzione
a lungo termine, si constata frequentemente che esso finisce per essere
confinato in una certa regione dello spazio delle fasi. Per esempio un
sistema che evolve verso un punto di equilibrio è un sistema con
un attrattore e questo attrattore è il punto stesso. Un sistema
che finisce per ripetere indefinitamente lo stesso ciclo, come può
essere un pendolo che si muove senza attrito, ha un attrattore che è
un anello. La dinamica dei sistemi a lungo termine è regolata dagli
attrattori e la loro forma determina il tipo di dinamica che si produrrà.
La geometria del caos è piuttosto particolare: ad essa sono associati
degli attrattori definiti strani, nell'intorno dei quali il movimento
dettagliato non può essere determinato in anticipo. Questo è
conseguenza dell'effetto farfalla. Pensate ad una pallina da ping-pong
lanciata in un mare oleoso. Che la facciate cadere dall'alto o la lasciate
andare sotto la superficie, essa si dirigerà verso la superficie.
Una volta lì, seguirà una traiettoria complessa in mezzo
alle onde, ma rimarrà in superficie, o per lo
meno molto vicino ad essa, per quanto complessa sia questa traiettoria.
La superficie del mare può essere una buona immagine di un attrattore
strano.
Sui sistemi caotici si possono fare molte previsioni: per esempio si può
distinguere un sistema caotico da un sistema realmente casuale. Spesso
si può prevedere la forma di un attrattore, forma che non è
modificata dall'effetto farfalla.
Determinismo e caos
La scoperta del caos ha rivelato la confusione fondamentale che esiste
in noi fra le leggi e i comportamenti che queste leggi generano - confusione
fra le cause e i loro effetti. Pensavamo che cause deterministe dovessero
avere effetti regolari, ma ora vediamo che possono avere effetti molto
irregolari, che possono essere confusi con effetti aleatori. Pensavamo
che cause semplici producessero effetti semplici (e implicitamente che
cause complesse avessero effetti complessi) ma ora sappiamo che cause
semplici possono avere effetti complessi. Comprendiamo che conoscere le
leggi e essere capaci di prevedere il futuro sono due cose diverse.
Questi risultati hanno trovato applicazioni in molteplici studi, i più
noti dei quali riguardano la meteorologia e le previsioni del tempo, ma
si sono verificate interessanti applicazioni del caos al battito cardiaco,
alle onde elettroencefalografiche, alla dinamica delle popolazioni, al
campo magnetico terrestre, alla traiettoria degli asteroidi del nostro
sistema solare e dei satelliti artificiali, alle turbolenze intorno ad
un sottomarino o un aereo, alla borsa e ai titoli finanziari
solo
per fare alcuni esempi.
Mettere ordine nel caos
Negli ultimi decenni gli scienziati stanno studiando come "metter
ordine" nel caos. I risultati indicano che il caos è quantificabile
in modo preciso, esprimibile addirittura mediante un numero intero. Esiste
pertanto una ben determinata gerarchia nel comportamento caotico: più
è grande questo intero, più il caos del sistema è
marcato. In secondo luogo hanno dimostrato anche sperimentalmente che
il passaggio dall'ordine al caos avviene gradualmente per di più
seguendo uno scenario invariabile, le cui singole tappe sono qualitativamente
le stesse per i sistemi dinamici più disparati. L'analisi dettagliata
di tale passaggio è il risultato di una felice sinergia di azione
fra una profonda teoria matematica (la teoria KAM) ed i moderni metodi
numerici e computazionali.
Oggi si ritiene che il caos, ancorché innescato da un'azione esterna
(come la variazione delle condizioni iniziali), nasca in realtà
dal sistema stesso: ordine e caos sono indissolubilmente legati e costituiscono
due diverse condizioni di un soggetto (il sistema dinamico) in continua
evoluzione.
Semplicità e complessità
Il caos ci ha insegnato che sistemi che obbediscono a regole semplici
possono avere comportamenti complicati. Eppure per molti aspetti il mondo
ci appare semplice. Questa semplicità tende a sparire quando si
esaminano le cose in profondità, ma in superficie tuttavia esiste.
Per non correre il rischio, nel procedere dell'investigazione scientifica,
di perdere di vista questa semplicità, recentemente si sta facendo
strada un approccio diverso ai fenomeni naturali: la "teoria della
complessità". Più che di un modello scientifico vero
e proprio si tratta soprattutto di una filosofia che investe il modo di
studiare i fenomeni in campi delle scienze molto vari, come ad esempio
la teoria dell'informazione, la biologia o le scienze sociali.
Complessità può essere definita in generale come la proprietà
di un oggetto che contenga informazioni difficili da ottenere. Questa
definizione si declina in modi diversi nelle varie applicazioni, ma l'idea
che sta alla base della teoria della complessità è che,
a grandi scale, da interazioni complesse di un gran numero di componenti
emergono concetti semplici. Questa idea scaturisce dalla constatazione
che molti sistemi disordinati fuori dall'equilibrio possono auto-organizzarsi
per dare origine a strutture ordinate. In questo senso si può dire
che la complessità si situa in mezzo fra l'ordine e il disordine.
Paola Cuneo
| Bibliografia |
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Ian Stewart, "Nature's numbers", Brockman Inc., 1995,
capitoli VIII-IX; versione francese "La nature et les nombres",
Hachette Littératures, 1998
David Ruelle "Caso e caos", Bollati Boringhieri, 1992
A. Vulpiani "Determinismo e caos", La Nuova Italia Scientifica,
1994
Peter H. Richter "Ordine e caos", Lettera Matematica
n. 42, dicembre 2001
M. Mitchell Waldrop "Complexity: the emerging science at the
edge of order and chaos", Simon and Schuster, 1992
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