Una legge "ad centralem"

ritratto di luca carra

Perso il referendum sul nucleare, l'Enel ha un piano B: carbone pulito, continuare gli investimenti sul nucleare all'estero. Motivo per cui i titoli dell'azienda non hanno particolarmente risentito della sconfitta referendaria. Il Carbone "pulito", dopo Civitaecchia, verrà sperimentato a Porto Tolle, con filtri e impianto di cattura e sequestro del carbonio (CSS), pare però non con la tecnologia migliore. In realtà molti dicono a ragione che il carbone pulito non lo diventerà mai, a causa delle maggiori emissioni di ossidi azoto, di zolfo e di metalli pesanti. Ora il progetto di PortoTolle è stato fermato al consiglio di Stato da un ricorso degli ambientalisti (Italia Nostra, Greenpeace, WWF e altri). Motivo dell'opposizione sono anche i lavori di ampliamento della darsena per far attraccare navi carboniere che riforniscono la centrale da 2.000 MW, e altre navi che dovranno portar via le ceneri. Un be guaio ambientale in pieno Parco Interregionale del Delta del Po. Ma, incredibilmente, per sbolccare i lavori la Giunta della Regione Veneto ha modificato l'articolo della legge del Parco del Delta che non consentiva (ma guarda un po') l'installazione di centrali a carbone. Una legge, insomma, "ad centralem".