“Quella valla a fare fuori” rispondeva Alberto Sordi nei panni del “Medico della mutua” alla paziente che in studio lo interpellava sul bisogno di fare aria. Su un sito olandese dedicato a questo serio problema di salute si leggeva qualche tempo fa: “Ti senti gonfio? Provi imbarazzo? Fai qualcosa: elimina l'aria”. Quel sito, chiamato Hetluchtop.nl (Eliminal'aria), è rimasto aperto solo una settimana, pur ricevendo 4000 contatti. E' stato chiuso perché era solo un esperimento scherzoso, ideato dall'Istituto olandese per l'uso razionale della medicina, ma condotto con molta serietà per analizzare come agisce oggi il marketing della salute, e come interagisce con i vari interlocutori.
Tutto è stato pianificato con cura, come in una vera campagna di “promozione di malattia” (disease mongering) cui siamo ormai abituati (per i dettagli vai al sito http://saluteinternazionale.info/2011/11/come-vendere-la-flatulenza/) . E' stata creata una finta agenzia di marketing per orchestrare la campagna e coinvolgere i diversi attori, questi ultimi tutti veri e ignari dello scherzo. A una agenzia “indipendente” di ricerche di mercato è stato chiesto di fornire dati sulla diffusione, gravità e sottovalutazione della malattia flatulenza: un olandese su quattro ne soffre, ma quasi nessuno osa parlarne col medico, mentre oltre la metà sarebbe disposta a prendere una pillola per liberarsene, e cosi' via. Da qui a cascata: comunicati stampa, ripresi da radio, televisioni e giornali locali, senza che nessuno ne verificasse la fonte. A questo punto sono scattati i contatti con le trasmissioni televisive di salute e con le soap opera. Tutti pronti a inserire la flatulenza nei loro programmi, in vista del lancio di un nuovo farmaco, ovviamente dietro pagamento di una tariffa a minuto o a forfait. A questo punto i burloni hanno proposto un depliant e un poster per gli studi dei medici e per le farmacie, e anche qui hanno trovato la massima disponibilità, senza che nessuno facesse domande sui contenuti, le fonti, gli interessi in gioco. Col terreno così arato, il sito internet ha avuto la sua settimana di gloria, mentre la burla si è chiusa con una trasmissione-denuncia sul canale televisivo dei consumatori olandesi. Morale? E' urgente una robusta iniezione di “sano scetticismo” (in olandese Gezonde Scepsis, nome dell'iniziativa) in tutto il circuito che alimenta l'informazione sulla salute, per evitare che diventi il canale mascherato degli uffici marketing industriali.
Pubblicato su CorriereSalute del 27 novembre 2011